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Shades of Truth

Un film cherche à réhabiliter le rôle du pape Pie XII face à la Shoah

28/01/2015 - Cité du Vatican (AFP) - © 2015 AFP


Un film cherchant à réhabiliter le rôle du pape Pie XII, accusé d'être resté passif face au génocide des juifs par les nazis, sera présenté le 2 mars en avant-première mondiale au Vatican, ont rapporté les médias italiens.

"Shades of truth" ("Ombres de vérité") est un long-métrage de la cinéaste italienne Liana Marabini, qui a déjà réalisé plusieurs films sur des thèmes d'Eglise.

Avec un casting incluant les Français Christophe Lambert, Marie-Christine Barrault, l'Allemand Gedeon Burkhard et David Wall, il devrait être présenté hors concours au Festival de Cannes au printemps.

Selon le magazine Panorama et le quotidien Il Fatto Quotidiano, ce film a été construit sur la base de 100.000 pages de documents et de témoignages, parfois inédits, de survivants de l'Holocauste.

Le film relate l'enquête après-guerre d'un journaliste italo-américain d'origine juive convaincu d'avoir affaire à un pape ami des nazis et qui change peu à peu d'avis.

Eugenio Pacelli, pape Pie XII de 1939 à 1958, a un rôle très controversé. Pour beaucoup d'historiens, il aurait dû condamner bien plus fermement le massacre des juifs, mais ne l'a pas fait par prudence diplomatique et pour ne pas mettre en péril les catholiques dans l'Europe occupée.

Une pièce de théâtre, le Vicaire, du dramaturge allemand Rolf Hochhuth en 1963, adaptée dans le film à charge "Amen" du Grec Costa Gavras en 2002, ont renforcé l'image d'un pape lâche et conciliant face à Hitler.

Pour d'autres historiens, s'il n'a pas empêché les grands convois de 1943 de Rome vers les camps d'extermination, il a sauvé des dizaines de milliers de juifs italiens en demandant aux couvents de leur ouvrir leurs portes.

La bande-annonce de "Shades of Truth" affirme quant à elle qu'il a sauvé 800.000 juifs pendant la guerre.

En 2009, suscitant les critiques d'organisations juives, Benoît XVI avait reconnu les "vertus héroïques" de Pie XII, ouvrant la voie à une possible béatification.

 

Pio XII, il film-inchiesta: “Fu lo Schindler del Vaticano, non il Papa di Hitler”

Anteprima mondiale di "Shades of Truth" presso la Santa Sede il prossimo 2 marzo, anniversario della nascita e dell’elezione di Pacelli, più volte accusato di essere stato filonazista. La regista Liana Marabini: "Salvò dalla deportazione 800mila ebrei"

27 gennaio 2015 - Il fatto quotidiano - Francesco Antonio Grana

 

“Auschwitz grida il dolore di una sofferenza immane e invoca un futuro di rispetto, pace e incontro tra popoli”. Così, con un tweet sul suo account ufficiale @Pontifex, Papa Francesco si è unito alle celebrazioni della Giornata della memoria, 70 anni dopo la fine della Shoah. La Santa Sede è sempre più determinata a fare luce su quegli anni con i silenzi di Pio XII, di cui è in corso il processo di beatificazione, da alcuni definito il “Papa di Hitler”. Il prossimo 2 marzo, anniversario della nascita e dell’elezione di Pacelli, proprio in Vaticano si terrà l’anteprima mondiale del film inchiesta su Pio XII, intitolato “Shades of Truth”, scritto e diretto dalla regista Liana Marabini, che a maggio sarà presentato al festival di Cannes e a settembre a Philadelphia in occasione dell’ottavo incontro mondiale delle famiglie a cui parteciperà Bergoglio.

La pellicola, prodotta da Condor Pictures in associazione con Liamar Media World, rappresenta un tassello importante per il processo che dovrebbe portare al più presto Pacelli agli onori degli altari perché è stata realizzata attraverso testimonianze inedite di alcuni degli ebrei salvati da Pio XII. Una beatificazione che, come ha dichiarato a ilfattoquotidiano.it il cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi, si potrebbe tenere subito, anche senza il miracolo, come avvenuto per san Giovanni XXIII, se solo Papa Francesco lo volesse. Infatti, per Pacelli è già stato emanato il decreto vaticano che ne attesta l’eroicità delle virtù che è l’unico elemento veramente indispensabile per la beatificazione. Ma c’è ancora chi lo accusa di essere stato filonazista.

La pellicola della regista Marabini, la cui sceneggiatura è basata su una documentazione storica di oltre 100mila pagine, smentisce completamente questa posizione dimostrando, carte inedite alla mano, che Pacelli, con la sua opera silenziosa in favore degli ebrei, è stato lo “Schindler del Vaticano”.

“Ne ha salvati dalla deportazione e dalla morte – racconta la regista a ilfattoquotidiano.it – più di 800mila: è un numero impressionante. Questa azione è stata compiuta in vari modi: dalle lettere e disposizioni che impartiva ai vescovi del mondo intero, nelle quali raccomandava l’assistenza a 360 gradi agli ebrei in pericolo, alle case e strutture della Chiesa, perfino all’interno delle mura vaticane, in particolare nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo, dove li nascondeva. Un aiuto – sottolinea Marabini – non solo spirituale, ma anche materiale. Un autentico esempio di coraggio e per questo il film vuole fargli giustizia”. La stessa posizione di Papa Francesco che ha sempre ricordato che “nella deportazione degli ebrei di Roma molti istituti religiosi, monasteri e le stesse basiliche papali, interpretando la volontà di Pio XII, hanno aperto le loro porte per una fraterna accoglienza”.

Liana Marabini, che è anche autrice della sceneggiatura, è andata alla ricerca della verità attraverso lo studio dei documenti vaticani riservati e l’ascolto delle testimonianze inedite dei superstiti. “Ho studiato e letto – racconta la regista – tutto quello che era possibile e perfino inimmaginabile. Ho consultato centinaia di fonti storiche, in Vaticano e in altri luoghi. Ho incontrato persone, ho ascoltato e registrato le loro testimonianze, le ho filmate mentre evocano Pio XII con le lacrime agli occhi: sono tutti ebrei. Qualcuno ha più di novant’anni, altri sono discendenti, per lo più figli e nipoti, di ebrei salvati dal grande Pontefice, altri ancora esistono grazie a lui”.

Il film è stato girato tra Roma, Asti, Berlino, New York, Lisbona e ovviamente nel territorio della Santa Sede. Dopo l’anteprima mondiale in Vaticano, uscirà in 335 sale cinematografiche italiane, in 280 sale francesi, in Belgio, Germania, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia, Spagna e Portogallo, per poi approdare in televisione.

 

Un film-inchiesta su Pio XII e gli ebrei

Si intitola «Shades of Truth» (Sfumature di verità) e l'anteprima sarà il 2 marzo in Vaticano. Nel cast Christopher Lambert e Giancarlo Giannini.

27 gennaio 2015 - PANORAMA.IT - Ignazio Ingrao

 

Tutta la verità su Pio XII in un film-inchiesta con un cast internazionale e una tesi di fondo: Papa Pacelli fu «lo Schindler del Vaticano». È quanto dimostra Shades of Truth (Sfumature di verità), il film che indaga sulla grande figura di Pio XII, per troppo tempo ritenuto il “Papa di Hitler”. Scritto e diretto dalla regista Liana Marabini, il film – che sarà presentato in anteprima mondiale il 2 marzo in Vaticano – vede la partecipazione, tra gli altri, degli attori Christopher Lambert, Gedeon Burkhard, David Wall, Marie-Christine Barrault, Giancarlo Giannini e Remo Girone.

 

100 mila pagine di documenti studiati

Prodotta da Condor Pictures, in associazione con Liamar Media World, la pellicola è basata sul contenuto di circa 100mila pagine di documenti e testimonianze poco note o inedite di ebrei sopravvissuti all’Olocausto, salvati dalla deportazione grazie all’intervento di Papa Pacelli, che la regista ha studiato per cinque anni. Un’attività diplomatica che permise di salvare la vita a 800.000 ebrei.

Le riprese sono state effettuate a Roma, Berlino, New York, Lisbona, in Vaticano e molti interni sono stati girati in provincia di Asti.

 

I misteri dell’Archivio segreto vaticano

Protagonista del film è l’attore americano David Wall, nel ruolo di un giornalista italo-americano di origine ebraica, David Milano, cui viene commissionata un’inchiesta su Papa Pacelli. Mentre indaga sulla storia di Pio XII, il cronista vede crollare la sua convinzione che fosse il «Papa di Hitler». Grazie all’aiuto dell’amico sacerdote Roberto Savinelli, interpretato dall’attore tedesco Gedeon Burkhard (diretto da Tarantino nel film «Inglourious Basterds» e protagonista delle fiction Il commissario Rex e Alerte Cobra), David riesce ad addentrarsi nei misteri dell’Archivio Segreto Vaticano, dove studia documenti e immagini del tempo e conosce il postulatore della causa di beatificazione di Pio XII. David incontra dei sopravvissuti della Shoah, che hanno avuto la vita salva grazie all’intervento di Pacelli. Apprende ad esempio la storia di Israel Zoll, rabbino-capo di Roma durante l’occupazione nazista, che alla fine della guerra si fa battezzare e prende il nome di Eugenio Zolli, in segno di riconoscenza verso il Papa, il cui nome era appunto Eugenio. David subisce una crisi personale, scoprendo alla fine che i suoi stessi genitori, morti in un incidente quando lui era un neonato, erano stati salvati dalla deportazione quando erano bambini proprio grazie al Papa che lui aveva fino ad allora stigmatizzato.

 

Un cast internazionale

Nel cast di Shades of Truth figurano anche Christopher Lambert, nel ruolo del cardinale Salvemini, coinvolto nella causa di beatificazione di Pio XII, Giancarlo Giannini, che interpreta l’agente del Mossad (i servizi segreti israeliani) Aaron Azulai, Remo Girone nel ruolo del novantenne Soares, ex impiegato addetto ai visti dell’ambasciata portoghese di Roma, l’attrice francese Marie-Christine Barrault, vedova di Roger Vadim, nel ruolo di madre Maria Angelica, che da hippy degli anni Settanta diventa superiora di un monastero di clausura.

 

Anteprima mondiale in Vaticano

Shades of Truth sarà proiettato in anteprima mondiale in Vaticano il prossimo 2 marzo, anniversario della nascita di Eugenio Pacelli (1876) e della sua elezione al soglio di Pietro con il nome di Pio XII (1939). A maggio sarà presentato fuori concorso a Cannes e a settembre negli Stati Uniti durante l’Incontro mondiale delle Famiglie a Philadelphia, al quale interverrà anche Papa Francesco.

Il film uscirà in 335 sale cinematografiche italiane, in 280 sale francesi, in Belgio, Germania, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia, Spagna e Portogallo, per poi approdare in televisione.

© Riproduzione Riservata

 

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